Simona Alberini, ABB Italia: “La digitalizzazione è una sfida culturale prima ancora che tecnologica”

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La trasformazione digitale viene spesso raccontata come una sfida tecnologica e, in realtà, è prima di tutto una sfida culturale. In ABB, dove innovazione e ricerca fanno parte del nostro DNA, abbiamo imparato che ogni avanzamento tecnologico richiede un’evoluzione delle persone, delle competenze e dei modelli di leadership.

I dati lo confermano con chiarezza: secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, entro il 2030 il 44% della forza lavoro dovrà aggiornare le proprie competenze. Questo significa che il vero tema non è solo adottare nuove tecnologie, ma mettere le persone nelle condizioni di comprenderle, governarle e utilizzarle al meglio. È per questo che in ABB lavoriamo per sviluppare e valorizzare le competenze, promuovendo percorsi di reskilling che permettano di vivere il cambiamento come un’opportunità e non come una minaccia. In questo scenario, sono convinta che nessuna intelligenza artificiale potrà sostituire l’intelligenza umana. Al contrario, più le tecnologie avanzano, più diventano centrali quelle competenze che ci rendono unici. Il pensiero critico e la capacità di giudizio, ad esempio, sono fondamentali per interpretare i dati e prendere decisioni consapevoli. La tecnologia può suggerire soluzioni, ma spetta alle persone valutarle, contestualizzarle e assumerne la responsabilità.

Questo tema è oggi al centro anche del dibattito normativo. La recente legge italiana sull’intelligenza artificiale, in linea con l’AI Act europeo, ribadisce principi fondamentali come la tutela della dignità umana, la non discriminazione, la sicurezza e la trasparenza. È un passaggio importante, perché ci ricorda che l’innovazione deve sempre essere guidata da valori. Accanto al pensiero critico, ci sono competenze altrettanto decisive come la creatività, la capacità di innovare e la curiosità. Sono queste qualità che permettono di trovare soluzioni nuove a problemi complessi e di guidare il progresso. E poi ci sono l’empatia e l’intelligenza emotiva: in un mondo sempre più automatizzato, la capacità di comprendere le persone, ascoltare, comunicare e costruire relazioni diventa un elemento distintivo.

Sono queste le competenze che faranno la differenza nei manager del futuro: non solo per entrare nel mondo del lavoro, ma per restarci, evolvere e guidare il cambiamento. Lo vediamo anche nei giovani: le esperienze di orientamento e formazione, come quelle promosse da Junior Achievement Italia, contribuiscono a rafforzare la fiducia in sé stessi, sviluppare competenze imprenditoriali e aumentare la consapevolezza nelle scelte di carriera. ABB collabora con Junior Achievement da oltre vent’anni, grazie all’impegno di oltre 600 nostri “Dream Coach” che, su base volontaria, portano nelle scuole competenze, esperienza e passione. È una testimonianza concreta di come il fattore umano resti centrale e insostituibile.

Nel mio ruolo, cerco ogni giorno di promuovere un modello di leadership che definisco adattivo: aperto al cambiamento, capace di integrare innovazione tecnologica e valorizzazione delle persone. Dobbiamo essere pronti a ripensare i modelli organizzativi, a sperimentare nuovi modi di lavorare e a costruire ambienti in cui le persone possano sentirsi valorizzate. Ai giovani che si affacciano oggi al mondo del lavoro dico di avere fiducia in sé stessi, di coltivare curiosità e positività, di non smettere mai di imparare. La tecnologia continuerà a evolvere, ma saranno sempre le persone, con la loro capacità di pensare, creare e relazionarsi, a fare la differenza.

Di Alessandro Riccò, Redazione CEOforLIFE Magazine

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