Hitachi Energy accelera sugli investimenti in Italia, puntando su crescita industriale, innovazione e sviluppo delle competenze per sostenere la transizione energetica europea. Al centro della strategia c’è lo stabilimento di Monselice, destinato a diventare uno dei poli produttivi più avanzati e strategici del continente nel settore dei trasformatori. Dal 2020 l’azienda ha avviato un percorso di rafforzamento della presenza nazionale, con investimenti mirati alla modernizzazione degli impianti e all’aumento della capacità produttiva. In un contesto in cui l’elettricità è sempre più cruciale per la sicurezza e la competitività europea, l’Italia assume un ruolo chiave, sostenuto anche da una crescita significativa dell’organico, passato da 740 a oltre 1.100 dipendenti.
Il progetto più rilevante riguarda il trasferimento della fabbrica di Monselice in una nuova area oggetto di rigenerazione urbana. L’intervento, in fase avanzata di pianificazione, mira a incrementare la produzione, favorire nuove assunzioni e introdurre processi più sostenibili e digitalizzati. L’obiettivo è rispondere alla crescente domanda di infrastrutture elettriche resilienti, riducendo al contempo i colli di bottiglia della supply chain europea.
Questi investimenti si inseriscono in un piano globale da 9 miliardi di dollari previsto tra il 2020 e il 2027, con particolare attenzione alla produzione di trasformatori. Una scelta strategica, in un momento in cui l’Europa deve colmare il divario tra una domanda di elettricità in forte crescita, trainata da digitalizzazione, cloud e data center e infrastrutture spesso obsolete.
Accanto a Monselice, altri siti italiani svolgono un ruolo complementare: a Lodi è stata recentemente inaugurata una nuova linea per apparecchiature ad alta tensione che quasi raddoppia la capacità produttiva, mentre a Santa Palomba è stata ampliata l’area test, triplicando lo spazio disponibile per la validazione delle tecnologie legate alle energie rinnovabili. Parallelamente, Hitachi Energy investe anche nelle persone e negli ambienti di lavoro, con spazi moderni e modelli organizzativi flessibili che rafforzano l’attrattività del Paese come hub di competenze. Le recenti acquisizioni, come quella di COET, contribuiscono inoltre a consolidare la filiera dell’elettrificazione, in particolare nei settori della mobilità elettrica e delle infrastrutture di ricarica.



