Sostenibilità industriale: come Schneider Electric rende l’energia sostenibile

Sostenibilità industriale
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AROL e Schneider Electric hanno avviato un progetto di modernizzazione della distribuzione elettrica che mira ad un concetto più ampio di sostenibilità industriale

La sostenibilità industriale non si misura soltanto da ciò che un’azienda produce, ma anche dal modo in cui sceglie di farlo. È da questa consapevolezza che parte il percorso di AROL, realtà italiana nata nel 1978 a Canelli, nell’Astigiano, oggi punto di riferimento internazionale nella progettazione di macchine tappatrici e soluzioni complete per la chiusura dei contenitori. Un’azienda fortemente legata alla propria capacità manifatturiera, che realizza internamente oltre il 90% dei componenti destinati alle proprie macchine e che ha scelto di trasformare anche l’infrastruttura energetica in un elemento strategico del proprio sviluppo. Per farlo, AROL ha avviato insieme a Schneider Electric un progetto di modernizzazione della distribuzione elettrica dello stabilimento, mettendo in relazione efficienza, affidabilità e attenzione all’impatto ambientale. Una scelta che racconta un principio sempre più centrale per l’industria: innovare non significa soltanto produrre meglio, ma creare condizioni più sostenibili per farlo.

Dalla rinuncia all’SF₆ a una nuova idea di efficienza

Uno dei passaggi più significativi riguarda la sostituzione dell’SF₆, il gas fluorurato tradizionalmente utilizzato come isolante nelle apparecchiature elettriche di media tensione. Il suo potenziale di riscaldamento globale è circa 24.000 volte superiore a quello della CO₂, rendendolo uno dei gas serra più impattanti. AROL ha scelto quindi SM AirSeT di Schneider Electric, tipologia di quadro di media tensione che combina isolamento in aria pura e tecnologia di interruzione in vuoto, eliminando completamente la necessità di utilizzare SF₆. La scelta si inserisce inoltre nel percorso tracciato dall’Unione europea con il Regolamento UE 2024/573, che prevede un progressivo phase-out dei gas fluorurati in numerose applicazioni, comprese quelle legate alla distribuzione elettrica. Ma la sostenibilità, in questo caso, non si esaurisce nella sostituzione di un materiale. La tecnologia adottata introduce infatti una componente digitale capace di trasformare l’infrastruttura elettrica in una fonte di informazioni: lo stato degli asset, i carichi energetici e le condizioni operative possono essere monitorati, creando basi per una gestione più consapevole dell’energia e degli impianti.

Il digitale per prevenire, non soltanto intervenire

È proprio nella capacità di anticipare i problemi che il progetto assume una dimensione ulteriore. In uno stabilimento industriale, un’interruzione dell’alimentazione può significare fermare macchinari, rallentare la produzione e generare costi difficili da recuperare. Per questo AROL ha affiancato alla nuova infrastruttura elettrica il servizio EcoCare di Schneider Electric, pensato per accompagnare l’azienda durante l’intero ciclo di vita degli asset elettrici. La supervisione continua, disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, insieme al supporto di tecnici qualificati e all’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale, permette di passare da una manutenzione prevalentemente reattiva a un approccio basato sulle condizioni effettive delle apparecchiature. L’obiettivo è intervenire prima che un’anomalia diventi un fermo, migliorando continuità operativa, affidabilità e durata degli impianti. È questa, in fondo, la direzione verso cui si sta muovendo la fabbrica sostenibile: una fabbrica nella quale tecnologia e responsabilità ambientale non viaggiano su binari separati, ma diventano parte della stessa strategia. Per AROL, digitalizzare l’energia significa così anche proteggerla, utilizzarla con maggiore consapevolezza e preparare oggi lo stabilimento alle esigenze industriali di domani.

Di Emanuele Bellizzi, Redazione CEOforLIFE Magazine

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