E’ da poco entrata a far parte della famiglia di Task Force Italia Mitel, azienda leader globale nella Unified Communication & Collaboration, con oltre 5.000 dipendenti in tutto il mondo. La Unified Communication & Collaboration rappresenta una scelta strategica fatta da sempre più imprese per semplificare la gestione, ridurre i costi e migliorare la collaborazione: un mercato maturo, che valeva quasi 70 miliardi di dollari già nel 2024, ma che ha ampi margini di crescita tanto che entro il 2028 potrà arrivare a fatturare 85 miliardi grazie all’Intelligenza artificiale e al cloud, ottimizzando le performance del mondo produttivo anche dal punto di vista della sostenibilità.
Ma concretamente, che cosa è la Unified Communication & Collaboration? Si tratta innanzitutto di assicurare una comunicazione ininterrotta e sicura all’interno dell’azienda. Mitel a questo riguardo offre soluzioni di comunicazione ibride che danno flessibilità e controllo per abilitare e gestire voce, video e chat in tutta l’organizzazione, affrontando al contempo le sfide di mantenere comunicazioni sicure, resilienti e fluide. Un tema fondamentale e spesso trascurato: le conversazioni invece contano, perché ogni interazione è un’opportunità.
Per sintetizzare i valori di Mitel, soprattutto nell’ambito della sostenibilità, vale la pena ricordare il progetto presentato agli ultimi CEOforLife Awards del 2025, dal titolo “Soluzioni di Telecomunicazione Sostenibili: Risparmio Energetico e Certificazioni Green”. Il progetto aveva come obiettivo principale la promozione di soluzioni sostenibili nel campo delle telecomunicazioni, puntando a: ridurre il consumo energetico attraverso l’adozione di dispositivi e soluzioni intelligenti a basso consumo; ottenere certificazioni ambientali che attestano la qualità e la sostenibilità dei prodotti, garantendo l’efficienza energetica; sostenere l’economia circolare tramite il riuso e il riciclo dei materiali, riducendo l’impatto ambientale; facilitare la mobilità e lo smartworking, rispondendo alle esigenze di flessibilità lavorativa delle aziende; e contribuire alla riduzione delle emissioni di Co2, attraverso pratiche di produzione logistica sostenibili.



