In un contesto ricco di cambiamenti Algeco ha fatto della circolarità e della riduzione delle emissioni il proprio asse portante
C’è un filo invisibile che lega innovazione e responsabilità, ed è lo stesso legame che oggi guida le scelte di chi prova a ripensare il modo in cui costruiamo il mondo. In un’epoca in cui la crisi climatica impone decisioni rapide e concrete, il modello dell’edilizia modulare emerge come una risposta significativa, capace di coniugare efficienza e sostenibilità. Di fatto e nei fatti un contesto ricco di cambiamenti, in cui si inserisce la strategia di Algeco, che ha fatto della circolarità e della riduzione delle emissioni il proprio asse portante. Non si tratta solo di produrre strutture temporanee, ma di immaginare spazi che possano vivere più cicli, riducendo l’impatto ambientale e adattandosi alle esigenze di comunità e imprese. Un cambio di paradigma che mette al centro il valore dell’ascolto: nel 2023, in effetti, l’azienda ha coinvolto 66 stakeholder in un processo di doppia materialità, con il 30% rappresentato da dipendenti, il 20% da clienti e il resto suddiviso tra fornitori, comunità ed esperti ambientali, in modo tale da definire priorità e rischi condivisi.
Tra rischio climatico e opportunità per il futuro
Il futuro, però, non si costruisce senza fare i conti con l’incertezza. L’analisi condotta secondo il framework TCFD mostra uno scenario complesso ma ricco di opportunità. Se il mondo dovesse proseguire senza nuove politiche climatiche, la temperatura globale potrebbe salire fino a circa 3°C, aumentando in modo significativo i rischi fisici per infrastrutture e attività produttive. Al contrario, uno scenario Net Zero potrebbe limitare il riscaldamento a circa 1,4°C, riducendo così i rischi ambientali ma aumentando quelli legati alla transizione, con particolare attenzione al costo del carbonio. In questo equilibrio così fragile Algeco intravede un vantaggio competitivo: la crescente domanda di soluzioni a basse emissioni, infatti, potrebbe generare opportunità economiche che si rivelino superiori ai rischi operativi. Le costruzioni modulari, con un’impronta di carbonio inferiore e un minor consumo energetico rispetto agli edifici tradizionali, diventano così un tassello fondamentale nella trasformazione delle città e delle infrastrutture.

La circolarità come leva di resilienza
Al centro di questa visione c’è il modello “Loops within Loops”, una strategia che punta a estendere il ciclo di vita dei materiali e a ridurre gli sprechi lungo tutta la catena del valore. L’obiettivo non è solo ambientale, ma anche economico e sociale: aumentare l’efficienza delle risorse, ridurre l’uso di combustibili fossili e garantire maggiore sicurezza e benessere per i lavoratori. La resilienza climatica diventa così un elemento strutturale, integrato nei processi decisionali e aggiornato costantemente per rispondere a normative e scenari in evoluzione. In quest’ottica entro il 2050 la sfida sarà quella di mantenere continuità operativa in un contesto segnato da eventi estremi sempre più frequenti, soprattutto in aree come l’Asia-Pacifico e il Sud Europa. In questo percorso, la sostenibilità smette di essere un obiettivo astratto e si trasforma in una pratica quotidiana, capace di generare valore condiviso, perché costruire meglio oggi significa, inevitabilmente, vivere meglio domani.



