Alberini, ABB Italia: il vero gap è tra formazione e lavoro, non tra giovani e competenze

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Le competenze non mancano, ma spesso non arrivano già pronte per il mondo del lavoro: è questa la riflessione che emerge dall’esperienza di ABB portata da Simona Alberini all’evento “Declinare la sostenibilità lungo la catena del valore”, dove il tema della formazione e della sostenibilità sociale viene affrontato partendo da un presupposto chiaro: il talento esiste, ma ha bisogno di contesti capaci di valorizzarlo e trasformarlo in competenza concreta.

Per molte aziende, oggi, la vera sfida non è trovare persone valide, ma colmare la distanza ancora esistente tra percorsi formativi e necessità operative. Un gap che si avverte soprattutto nei percorsi tecnici e professionalizzanti, come quelli degli ITS, che dovrebbero rappresentare un ponte diretto verso il sistema produttivo ma che spesso non riescono ancora a garantire una preparazione immediatamente spendibile.

Il risultato è che le imprese si trasformano sempre più in luoghi di formazione continua. È all’interno delle aziende che le competenze prendono realmente forma, attraverso l’esperienza sul campo, il confronto quotidiano e la pratica. Il sapere teorico diventa così capacità operativa, mentre il lavoro assume anche una funzione educativa e di sviluppo.

Diverso, secondo Alberini, il contributo delle università, che continuano a offrire basi solide e coerenti con le aspettative del mercato. Tuttavia, il tema centrale resta quello dell’allineamento tra formazione e impresa, indispensabile per ridurre il tempo necessario a rendere i giovani pronti ad affrontare le sfide professionali. Ma il tema delle persone, per ABB, va oltre la formazione. L’azienda lega infatti il concetto di sostenibilità anche alla dimensione umana e sociale del lavoro, con l’idea di fondo che non possa esistere sostenibilità ambientale senza sostenibilità delle persone: per questo l’obiettivo è costruire ambienti sempre più inclusivi, flessibili e orientati al benessere.

Negli ultimi anni ABB ha lavorato per creare una cultura organizzativa più aperta ed equilibrata, dove inclusione, fiducia e attenzione alla vita delle persone siano elementi concreti del modello aziendale e non semplici dichiarazioni di principio. L’ambizione è fare in modo che la diversità diventi normalità, superando la logica dei programmi dedicati e integrando questi valori nel funzionamento quotidiano dell’organizzazione. Tra le priorità emergono anche il rafforzamento dell’equilibrio nei ruoli di leadership e una crescente attenzione al benessere mentale, tema sempre più centrale nel dibattito sul futuro del lavoro. Per ABB, infatti, la qualità di un ambiente professionale si misura anche nella capacità di permettere alle persone di sentirsi sé stesse, senza dover rinunciare alla propria identità per sentirsi parte dell’organizzazione.

In un mercato del lavoro in continua trasformazione, il messaggio di Simona Alberini è chiaro: il futuro non dipenderà soltanto dalla tecnologia o dalle competenze tecniche, ma dalla capacità delle aziende di costruire contesti in cui le persone possano crescere, evolvere e sentirsi realmente coinvolte.

Di Alessandro Riccò, Redazione CEOforLIFE Magazine

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