ENAV ha recentemente introdotto la figura del Disability Manager, un passo decisivo verso una cultura aziendale più equa e accessibile e una scelta da parte della Società che rappresenta non solo un atto formale o un obbligo normativo, ma un impegno dal significativo valore strategico.
L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro dove l’inclusione diventi un processo continuo – e non un punto di arrivo – che vede il passaggio dalla gestione dell’emergenza ad una programmazione strutturata dell’accessibilità; dove integrare talenti con diverse abilità significa arricchire il proprio patrimonio di competenze e dove il benessere non è solo un concetto astratto ma una realtà quotidiana per gli oltre 4000 dipendenti del Gruppo.
ENAV dimostra così di operare in un’ottica avanzata anche sul piano dei diritti e della dignità umana, rendendo il “volo” verso l’inclusione una rotta tracciata con cura e precisione. In questo percorso, abbattere le barriere diventa una questione di mentalità: la figura del Disability Manager azzererà, negli uffici, negli aeroporti, nei Centri di controllo, le distanze tra le esigenze delle persone con disabilità e la vita di tutti i giorni. Avrà come compito quello di trovare una soluzione prima che diventi un problema – che si tratti di un software non accessibile o di una scrivania inadatta –, progettando spazi che vadano bene per tutti, creando un ambiente di lavoro dove si produce meglio. Un ambiente dove, anche attraverso incontri organizzati dal Disability Manager, verrà eliminato ogni tipo di pregiudizio.
L’inserimento di questa figura tra gli asset aziendali si colloca all’interno del più ampio Piano di Sostenibilità di ENAV 2025-2029 tra i pilastri in ambito DEI (Diversità, Equità e Inclusione), in particolare tra i temi socialmente rilevanti come leva concreta per rafforzare l’impegno nei temi di inclusione e accessibilità, dove le persone rappresentano un capitale e un valore essenziale per il Gruppo. Una tematica di crescente interesse che impone alle grandi aziende di assumere posizioni chiare in coerenza con la Direttiva CSRD e gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards) collegati alla direttiva.



