Gruppo Hera: nel 2025 distribuiti 3,2 miliardi di valore economico agli stakeholder

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Cresce il valore economico, ambientale e sociale generato dal Gruppo Hera: nel 2025 la multiutility emiliano-romagnola ha investito 810,9 milioni di euro per la creazione di valore condiviso, pari al 78% degli investimenti complessivi e distribuito 3,2 miliardi di valore economico ai propri stakeholder, tra commesse ai fornitori, stipendi ai lavoratori, dividendi agli azionisti, tributi agli enti pubblici, sponsorizzazioni e donazioni. Il margine operativo lordo a valore condiviso è salito a 915,6 milioni di euro, il 60% del Mol complessivo, con l’obiettivo di arrivare al 68% entro il 2029. È quanto emerge dal documento “La creazione di valore condiviso 2025”, che descrive l’integrazione tra obiettivi economici e di sostenibilità nei business della multiutility. Si tratta di numeri importanti che, ancora una volta, sottolineano il grande impegno dell’azienda nel raggiungimento degli obiettivi economici e di sostenibilità. 

La decarbonizzazione rappresenta una delle tre direttrici strategiche del modello Hera. Nel 2025 le emissioni di gas serra sono diminuite del 18% rispetto al 2019, mentre il percorso definito dal Piano di transizione climatica punta a una riduzione del 35% entro il 2029 e al Net Zero nel 2050. Il 52,5% dell’energia elettrica complessivamente venduta sul mercato libero proviene già da fonti rinnovabili, percentuale che sale al 92,9% per i clienti domestici. La produzione da fonti rinnovabili ha raggiunto 737 GWh, mentre il biometano immesso in rete o destinato all’autotrazione si è attestato a 10,7 milioni di metri cubi. Parallelamente, il Gruppo punta a portare la capacità fotovoltaica installata o venduta dagli attuali 71,5 MW a 370 MW nel 2029. 

Sul fronte della rigenerazione delle risorse, il Gruppo Hera ha già superato alcuni target europei: il tasso di riciclo dei rifiuti urbani è arrivato al 61%, oltre l’obiettivo Ue del 60% fissato per il 2030, mentre la raccolta differenziata ha raggiunto il 76%. Solo l’1,6% dei rifiuti urbani viene conferito in discarica. Nell’economia circolare, Aliplast ha venduto oltre 119 mila tonnellate di prodotti in plastica, per l’84% riciclati. Progressi anche nel ciclo idrico: il riutilizzo delle acque reflue depurate è arrivato al 12% e le perdite idriche sono scese a 7,8 metri cubi per chilometro al giorno, in calo dell’8% sul 2024 e pari a circa un terzo della media nazionale. Sul versante sociale, inoltre, Hera conta 164 protocolli con i Comuni per prevenire la sospensione dei servizi e nel 2025 ha attivato rateizzazioni delle bollette per 187 milioni di euro. 

La terza direttrice riguarda resilienza e innovazione, ambito nel quale nel solo 2025 sono stati investiti oltre 484 milioni di euro per sicurezza del ciclo idrico, reti elettriche e gas, impianti e digitalizzazione. In Emilia-Romagna e Triveneto il 100% della rete idrica è già sottoposto a manutenzione predittiva attraverso algoritmi, intelligenza artificiale e monitoraggio in tempo reale. Proseguono inoltre gli interventi sulle reti elettriche, sul monitoraggio delle frane e sulla gestione da remoto della rete gas, insieme al potenziamento delle infrastrutture fognarie e di depurazione. Una strategia destinata ad accelerare: il piano industriale 2025-2029 prevede 3,9 miliardi di investimenti a valore condiviso, di cui 2,6 miliardi dedicati alla resilienza, confermando l’obiettivo di integrare crescita industriale, sostenibilità e qualità dei servizi. 

Di Alessandro Riccò, Redazione CEOforLIFE Magazine

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