“Experience Centre on the go” è il percorso itinerante promosso da Smurfit Westrock Italia che porta l’evoluzione del packaging a base carta dentro gli stabilimenti italiani, trasformandoli in luoghi di dialogo e scoperta
C’è una sostenibilità che non resta ferma nei report, ma viaggia, incontra, si racconta. È quella che nasce dal confronto diretto e dalla capacità di trasformare materiali semplici in soluzioni innovative. Il roadshow “Experience on the go” di Smurfit Westrock Italia incarna proprio questa visione: un percorso itinerante che porta l’evoluzione del packaging a base carta dentro gli stabilimenti italiani, trasformandoli in luoghi di dialogo e scoperta. Partito lo scorso anno, il progetto ha già attraversato tredici tappe, coinvolgendo centinaia di aziende in un racconto concreto di come il packaging possa diventare leva strategica per la sostenibilità.
Il cartone ondulato tra innovazione e circolarità
Al centro di questo viaggio c’è un materiale antico quanto attuale: il cartone ondulato. Biodegradabile, riciclabile e di origine naturale, rappresenta una risposta sempre più credibile alle sfide ambientali. Ma è grazie al lavoro degli eco-designer che questo materiale si evolve, assumendo forme e funzioni nuove, capaci di sostituire soluzioni più impattanti. Durante gli incontri, esperti e progettisti condividono scenari di mercato, aggiornamenti normativi e nuove esigenze delle filiere produttive, mostrando come il packaging possa essere progettato in modo sempre più preciso e intelligente. Strumenti digitali avanzati, simulazioni virtuali e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale permettono di ottimizzare ogni imballaggio, calibrando materiali e performance prima ancora della produzione. Un approccio che unisce efficienza, riduzione degli sprechi e visione sistemica, trasformando il packaging in un elemento chiave delle strategie sostenibili.

Una rete di competenze in movimento
Il cuore di questa innovazione batte anche in Italia, con l’Experience Centre di Pastrengo e il Solution Centre di Asti, nodi di una rete europea che collega oltre venticinque centri dedicati alla ricerca e sviluppo. Qui si sperimentano soluzioni, si condividono competenze e si costruiscono modelli di economia circolare applicata. Le tappe del 2026, da Tezze a Orsenigo, fino a Massa Lombarda e Asti, raccontano un format capace di unire tecnologia e coinvolgimento, portando i clienti dentro un’esperienza immersiva. Non è solo un evento, ma un processo culturale che continua a crescere, con nuove fermate previste nei prossimi mesi. Perché il futuro del packaging non è solo una questione tecnica, ma una scelta collettiva: quella di coniugare creatività, funzionalità e rispetto per l’ambiente, costruendo soluzioni che sappiano davvero fare la differenza.



