Bureau Veritas commenta il nuovo quadro europeo per trasparenza e pratiche commerciali sostenibili

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La transizione verde europea ha compiuto un passo decisivo con l’adozione della Direttiva (UE) 2024/825, “Empowering Consumers Directive”, che modifica le direttive 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali e 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori, contrastare il greenwashing e promuovere un mercato più trasparente e sostenibile.

In questo contesto, Bureau Veritas, grazie alla sua esperienza nella verifica indipendente, nella validazione delle asserzioni ambientali e nei sistemi di certificazione, è al fianco delle organizzazioni nel garantire che comunicazioni, etichette, claim di sostenibilità e processi interni siano pienamente conformi ai nuovi requisiti europei.

La Direttiva è stata recepita con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Si tratta di un provvedimento impattante, dalle molteplici ricadute: in primis sulle imprese, che dovranno rispettare i binari di una corretta comunicazione sulla sostenibilità; quindi, sui consumatori, chiamati ad esercitare il loro diritto a un’informazione chiara e corretta, in virtù della quale operare scelte di acquisto consapevoli.

La nuova disciplina comporta un cambio di paradigma, “dal claim alla prova”, la cui applicazione richiede una stretta collaborazione tra le funzioni comunicazione e marketing, sostenibilità e legal. L’applicazione sarà effettiva dal 27 settembre 2026 e riguarderà anche i prodotti già presenti sugli scaffali: le aziende dovranno quindi verificare e adeguare anche le asserzioni ambientali utilizzate su prodotti già distribuiti.

Regole stringenti sulle asserzioni ambientali

La Direttiva introduce regole stringenti per evitare dichiarazioni ambientali fuorvianti, vietando claim generici o non verificabili. In particolare, sono proibite: affermazioni ambientali vaghe senza prove solide; dichiarazioni su obiettivi futuri non supportate da piani e verifiche indipendenti; claim basati sulla compensazione delle emissioni che suggeriscono un impatto zero; affermazioni sull’intero prodotto quando il beneficio riguarda solo una sua parte.

Marchi di sostenibilità: quali utilizzare

La Direttiva stabilisce, inoltre, quali marchi di sostenibilità possono essere utilizzati, limitandoli a quelli basati su sistemi di certificazione trasparenti e verificati da terze parti indipendenti oppure rilasciati da autorità pubbliche. Questo rafforza la credibilità delle certificazioni e aiuta i consumatori a distinguere i marchi realmente affidabili da quelli creati esclusivamente per finalità di marketing.

Durabilità e riparabilità

La Direttiva UE 2024/825 rafforza la trasparenza su durabilità, riparabilità e aggiornamenti software, vieta claim ingannevoli su riparabilità e pratiche che riducono la vita dei prodotti e introduce due nuovi strumenti obbligatori: l’avviso armonizzato sulla garanzia legale e l’etichetta europea di durabilità per le garanzie commerciali superiori ai due anni.

Impatti per le imprese

Le imprese dovranno rivedere tutte le dichiarazioni ambientali e i marchi di sostenibilità utilizzati, per garantirne conformità, trasparenza e verificabilità. Si tratta di un impegno significativo, ma anche di un’opportunità per distinguersi attraverso pratiche più sostenibili, aumentando la fiducia dei consumatori e il vantaggio competitivo, ha comunicato Bureau Veritas.

Di Marco Mammini, Redazione CEOforLIFE Magazine

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