Remanufacturing e formazione presso il sito produttivo di Bosch a Bari

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Lo stabilimento Bosch di Bari si prepara a diventare uno dei poli strategici europei per l’economia circolare applicata all’automotive. L’azienda ha infatti avviato un importante percorso di trasformazione industriale che punta a rafforzare il ruolo del sito pugliese nel mercato aftermarket attraverso attività di remanufacturing, ovvero il ricondizionamento industriale di componenti automobilistici destinati a una seconda vita. 

Il progetto, avviato nel 2025, segna una svolta per Tecnologie Diesel S.p.A. e rappresenta una risposta concreta ai profondi cambiamenti che stanno interessando il settore automotive. La prima fase ha previsto il trasferimento da Jihlava, in Repubblica Ceca, delle attività di rilavorazione delle pompe di iniezione diesel. Un processo che ha comportato l’adeguamento dei layout produttivi, l’installazione di nuovi macchinari e un ampio programma di formazione dedicato ai collaboratori coinvolti. 

A partire dal secondo semestre del 2026, le attività saranno ulteriormente ampliate con il ricondizionamento degli iniettori diesel, consolidando così il ruolo di Bari come hub europeo specializzato nell’aftermarket. Una scelta strategica che consente di valorizzare competenze industriali già presenti sul territorio, orientandole verso segmenti a maggiore potenziale di crescita, con il remanufacturing che rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci della circular economy. Attraverso processi industriali avanzati, i componenti usati vengono recuperati, selezionati, rigenerati e sottoposti a rigorosi controlli qualitativi prima di essere reimmessi sul mercato. Il risultato è duplice: da un lato si riduce il consumo di materie prime e l’impatto ambientale, dall’altro si garantiscono affidabilità e prestazioni comparabili a quelle dei componenti nuovi. 

A sostenere questa strategia è anche l’evoluzione del parco auto europeo. Secondo il rapporto ACEA “Vehicles on European Roads 2025”, l’età media delle automobili in circolazione in Europa ha raggiunto i 12,5 anni, evidenziando una crescente domanda di manutenzione, riparazione e ricondizionamento dei veicoli. In questo contesto, il remanufacturing si afferma come una leva industriale capace di coniugare sostenibilità ambientale e competitività economica. Il progetto produce inoltre effetti positivi sul fronte delle competenze e dell’occupabilità. Le nuove attività richiedono infatti professionalità avanzate legate a diagnosi, revisione, controllo qualità e processi aftermarket, favorendo percorsi di reskilling e valorizzazione del capitale umano. 

Di Alessandro Riccò, Redazione CEOforLIFE Magazine

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