Il progetto quinquennale con i Salesiani, recentemente premiato ai CEOforLIFE Awards 2025 per il suo impatto sociale, è il primo che la Fondazione Schneider Electric dedica interamente all’Italia: cosa vi ha spinto a investire in un’iniziativa così ampia e strutturata proprio ora, e cosa rappresenta per voi in termini di responsabilità verso le nuove generazioni?
“Questo progetto nasce da una responsabilità che sentiamo profondamente verso le nuove generazioni,” spiega Davide Zardo , Zone President di Schneider Electric Italia. “La transizione energetica e digitale sta cambiando il mondo del lavoro: servono competenze nuove, e serve far capire ai ragazzi che queste competenze aprono porte concrete. Abbiamo scelto di investire ora perché il momento è cruciale: sostenibilità e inclusione non sono più opzioni, ma priorità globali. Con questa iniziativa vogliamo creare opportunità reali, valorizzare i talenti e ridurre il rischio di marginalità sociale. È il primo progetto della Fondazione Schneider Electric interamente dedicato all’Italia, e per noi è un segnale forte di impegno verso il territorio.”
La transizione energetica sta trasformando il mercato del lavoro tecnico: quali competenze chiave intendete trasferire ai formatori e agli studenti, e che ruolo avranno tecnologie come automazione, digitalizzazione e soluzioni green nei percorsi formativi?
“Il cuore del progetto è la formazione tecnica innovativa,” sottolinea Davide Zardo “Parliamo di elettrificazione, automazione, integrazione IT/OT, digitalizzazione e tecnologie green. Non solo teoria: abbiamo creato strumenti didattici che permettono di ‘vivere’ la tecnologia, con esperienze pratiche di programmazione e utilizzo, dalla domotica all’automazione industriale. Queste competenze sono quelle che il mercato richiede oggi e che serviranno domani. Vogliamo che i ragazzi non solo imparino, ma sviluppino passione per la sostenibilità e l’efficienza energetica.”
Una parte importante del progetto è rivolta ai giovani che rischiano di abbandonare gli studi e alle ragazze che ancora oggi si avvicinano poco ai percorsi STEM: quali strategie concrete metterete in campo per coinvolgerli davvero e ridurre barriere culturali e sociali?
“Inclusione è la parola chiave,” precisa Don Giuliano Giacomazzi, Direttore Generale di Fondazione CNOS-FAP ETS. “Abbiamo previsto attività sperimentali con tecnologie di base per incuriosire chi è più distante dal mondo tecnico, percorsi di orientamento STEM che mostrano opportunità concrete di carriera, e linee guida co-progettate con Schneider Electric per ridurre barriere culturali e sociali. Inoltre, vogliamo portare role model femminili e testimonianze dirette per ispirare le ragazze. La tecnologia deve essere un fattore di inclusione, non di esclusione.”
Dopo vent’anni di collaborazione tra Schneider Electric ed i Salesiani avete già formato oltre 40.000 giovani: quali cambiamenti concreti vi aspettate di vedere nei prossimi cinque anni grazie a questo nuovo programma e come misurerete il suo impatto sul territorio e sulle comunità coinvolte?
“Il nostro obiettivo è ambizioso: aggiornare 100 docenti salesiani sui trend della transizione energetica e coinvolgere oltre 5.000 giovani in percorsi formativi innovativi,” aggiunge Don Giuliano. “Misureremo l’impatto con indicatori chiari: numero di formatori formati con corsi mirati di aggiornamento professionale, numero di studenti formati, tasso di inserimento lavorativo, partecipazione femminile ai percorsi STEM. Inoltre, monitoreremo la diffusione delle competenze digitali e green nei centri di formazione e il livello di soddisfazione delle comunità coinvolte. Vogliamo che questo progetto lasci un segno tangibile sul territorio.”



