Il Gruppo Hera, una delle principali multiutility italiane che fornisce servizi ambientali, idrici ed energetici a 7,5 milioni di cittadini, ha presentato lo scorso 21 gennaio il nuovo Piano industriale al 2029. Gli assi strategici della multiutility emiliana si confermano essere sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder, il tutto grazie a investimenti nei prossimi anni pari a 5,5 miliardi di euro.
Il 48% degli investimenti contribuirà all’incremento della resilienza delle infrastrutture, il 35% sarà destinato alle progettualità di rigenerazione delle risorse e il 24% a perseguire gli obiettivi per la neutralità carbonica, mentre il 26% sarà indirizzato alla digitalizzazione e all’innovazione, per raggiungere gli obiettivi ambientali, sociali ed economici del gruppo.
Con l’obiettivo finale di arrivare a zero emissioni entro il 2050, Hera prevede nel 2029 di ridurre del 35% le emissioni CO2 totali rispetto al 2019. Inoltre, nel percorso verso una “transizione giusta”, caratterizzato da iniziative volte alla prosperità delle comunità di riferimento e con una forte attenzione all’equità sociale, la multiutility continuerà a generare ricadute positive per tutti i propri stakeholder di riferimento con un valore economico distribuito nei cinque anni di Piano stimato in oltre 11,5 miliardi di euro.
“Il nuovo piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder” – ha commentato il presidente esecutivo del Gruppo Hera Cristian Fabbri. – Il piano di investimenti di 5,5 miliardi, in aumento di circa il 40% rispetto all’ultimo quinquennio, supporta, anche attraverso l’innovazione, uno sviluppo industriale sostenibile e l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture e ci consentirà di traguardare al 2029 un margine operativo lordo di 1,76 miliardi di euro. Il miglioramento degli obiettivi del nuovo piano industriale e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2025, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, di circa il 7% già a partire dalla prossima cedola, fino ad arrivare al 27% al 2029 con un dividendo di 19 centesimi per azione.”



