La cybersecurity è un tema sempre più ricorrente, sia a livello di protezione dei dati delle singole persone, sia in maniera più ampia sulla vita delle imprese. E soprattutto delle loro supply chain, perché se una grande azienda può essere attrezzata contro i rischi digitali, più difficilmente lo è la catena di fornitura che difatti, secondo uno studio condotto da Kaspersky a livello globale, è stata la più attaccata nel 2025.
I risultati rivelano che quasi un’azienda su tre ha dovuto affrontare una minaccia informatica alla supply chain nell’ultimo anno, e secondo il World Economic Forum quasi due terzi (65%) delle grandi imprese indicano le vulnerabilità di terze parti e della supply chain come i maggiori ostacoli alla resilienza informatica nell’odierno panorama digitale interconnesso.
Tra i principali ostacoli al contenimento dei rischi della catena di fornitura, sempre secondo una ricerca di Kaspersky, c’è proprio la carenza di personale qualificato in materia di sicurezza informatica. “Ciò riflette il fatto – sostiene Kaspersky – che i team di sicurezza sono oberati da troppi compiti contemporaneamente, il che potrebbe comportare la mancata o insufficiente gestione di attacchi alla supply chain”.
Oltre alle scarse risorse, le aziende intervistate dallo studio segnalano anche problemi strutturali: il 39% afferma che i propri contratti non prevedono obblighi chiari in materia di sicurezza informatica per i fornitori, e il 32% osserva che il personale non specializzato in sicurezza informatica spesso non comprende appieno questi rischi. Insomma, un quadro che evidenzia che il tema viene preso sotto gamba, ma il suo impatto negativo può ripercuotersi su tutto il tessuto produttivo e sulla sopravvivenza stessa di intere filiere.



