Parità di genere, ABB fa scuola: risultati concreti e strategia con Simona Alberini alla guida

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In ABB la diversità e l’inclusione sono leve strategiche per la crescita e la competitività, non semplici dichiarazioni di principio. A ribadirlo è Simona Alberini, Country Holding Officer e Presidente del CdA di ABB Italia, che sottolinea come la parità di genere sia oggi parte integrante del modello di sviluppo dell’azienda: “Non si tratta solo di numeri, ma di creare percorsi e opportunità reali perché il talento emerga indipendentemente dal genere”.

Un impegno che si traduce in risultati concreti: ABB Italia ha ottenuto infatti la certificazione per la parità di genere, a conferma di un percorso strutturato e misurabile. Il cambiamento passa poi anche attraverso strumenti concreti di sviluppo e valorizzazione del talento femminile: programmi di mentoring e sponsorship, percorsi di carriera basati sulla meritocrazia e politiche di flessibilità per favorire l’equilibrio tra vita professionale e personale. In questa direzione si inseriscono iniziative come la campagna ABB4Equity che dà voce alla diversità e promuove una cultura inclusiva dentro e fuori l’azienda per aumentare la consapevolezza sui temi D&I. E il Sustainable Talent Program e, dedicato a giovani talenti che mira a scoprire e coltivare il potenziale delle nuove generazioni di donne che hanno scelto un percorso accademico STEM.

L’approccio di ABB al tema si colloca però all’interno di una visione più ampia, legata all’Agenda di sostenibilità 2030 del gruppo, che include tra i pilastri il progresso sociale, l’inclusività e il benessere delle persone. “Oggi, attrarre e trattenere talenti non dipende più solo dalla retribuzione, ma dalla capacità dell’azienda di offrire benessere reale, flessibilità, opportunità di crescita e un ambiente inclusivo”, osserva Alberini, e i risultati sono riconosciuti anche all’esterno. Nel 2025 ABB è stata premiata come datore di lavoro ideale da Randstad e come miglior datore di lavoro per le donne nella propria categoria da Statista e Corriere della Sera, entrando inoltre nella classifica delle 500 migliori aziende in Italia. Già nel 2024, per il terzo anno consecutivo, era stata indicata, nel nostro Paese, tra le migliori aziende per cui lavorare. A questi elementi si affiancano politiche di welfare e inclusione sempre più strutturate: smart working regolato, programmi di supporto psicologico, congedi parentali genderless e iniziative per il benessere diffuso, tutti strumenti che rispondono a un cambiamento profondo nei bisogni delle persone e contribuiscono a creare ambienti di lavoro più equi e sostenibili.

La sfida resta soprattutto culturale perché il cambiamento si costruisce con scelte quotidiane e con la capacità delle aziende di creare contesti meritocratici e inclusivi. Un percorso che, nel caso di ABB, si traduce in dati, riconoscimenti e una strategia che mette al centro il valore delle persone come motore dell’innovazione.

Di Alessandro Riccò, Redazione CEOforLIFE Magazine

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