Avanade e la sfida dell’AI: dalla formazione alla sovranità del dato

intelligenza artificiale PMI italiane
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Dall’intervista a Paolino Montanino, Amministratore Delegato di Avanade Italia, rilasciata al Giornale d’Italia, emergono con chiarezza le sfide e le opportunità che l’intelligenza artificiale rappresenta per il tessuto imprenditoriale italiano, composto in maggior parte da piccole e medie imprese, in questa fase di trasformazione epocale. 

Il primo nodo cruciale riguarda la preparazione della forza lavoro: come sottolineato da Montanino, colmare il divario di competenze presente nel nostro Paese è una sfida di grande portata per l’intero sistema economico. Il vantaggio competitivo apparterrà alle organizzazioni capaci non solo di identificare quali competenze siano effettivamente necessarie, ma anche di attrarre e trattenere talenti in grado di gestire efficacemente l’adozione dell’AI e, su questo, i dati sono incoraggianti: il 96% delle aziende italiane sta investendo nel potenziamento delle competenze della propria forza lavoro, mentre l’82% prevede di incrementare gli investimenti in formazione per facilitare l’adozione degli strumenti tecnologici emergenti. 

L’innovazione non è più dunque una scelta facoltativa, con il 97% delle imprese italiane che è consapevole del rischio di rimanere indietro, e con molte che hanno già avviato processi di adozione dell’AI. Tuttavia, come evidenzia l’Amministratore Delegato, permangono criticità significative: il 50% delle aziende è ancora in fase di sviluppo di business case, mentre il 45% rimane bloccato allo stadio di proof of concept. Tra i principali ostacoli emerge la carenza di competenze specialistiche: le organizzazioni faticano a reperire sia le technical skills necessarie per sviluppare e implementare soluzioni AI, sia le soft skills indispensabili per guidare il cambiamento culturale e organizzativo che queste tecnologie richiedono. Questa mancanza di expertise interna preclude la capacità di trasformare i progetti pilota in iniziative scalabili e di valore. Dunque, la questione centrale non è più se le organizzazioni stiano adottando l’AI, ma se riescano a trasformare i primi risultati in impatto concreto nel lungo periodo; ed è proprio in questo scenario che si colloca il ruolo di Avanade, che affianca le imprese nel loro percorso di adozione tecnologica mettendo a disposizione una forza lavoro caratterizzata da conoscenze e competenze digitali avanzate, elemento distintivo che l’azienda sta ulteriormente potenziando per rispondere alla crescente domanda del mercato. 

Nello specifico, per affiancare le aziende in questo percorso di trasformazione, Avanade ha delineato un ambizioso piano di crescita che prevede, tra l’altro, come primo step nuove 500 assunzioni di talenti altamente formati su competenze digitali avanzate. L’approccio dell’azienda pone le persone al centro, investendo in dinamiche di apprendimento continuo affinché ogni lavoratore diventi “AI fluent”, indipendentemente dal ruolo ricoperto.  

Infine, Montanino ha affrontato quello che definisce “il tema più attuale”: la sovranità del dato nell’era dell’AI. Oggi che le informazioni rappresentano il principale asset strategico delle organizzazioni, garantire il pieno controllo sui dati aziendali diventa imperativo sia per ragioni di compliance normativa che per preservare il vantaggio competitivo. La questione assume contorni ancora più complessi con l’avvento dell’AI agentica: i sistemi intelligenti diventano sempre più autonomi, prendono decisioni in modo indipendente e agiscono oltre il perimetro aziendale tradizionale, interagendo con molteplici fonti di dati e piattaforme esterne. Questa autonomia amplifica esponenzialmente i rischi legati alla sicurezza e alla governance dei dati. Nonostante il 60% delle aziende abbia iniziato un percorso di protezione dei dati, solo il 22% ha incluso l’AI nei propri programmi di sicurezza, evidenziando un gap critico nella preparazione delle organizzazioni. Per rispondere a questa sfida, Avanade supporta le organizzazioni con progettualità end-to-end focalizzate su protezione, compliance e governance. In particolare, attraverso l’Agentic Platform, le aziende possono trasformare i propri processi introducendo agenti intelligenti in totale sicurezza, in modo semplice ed efficace, sfruttando appieno il potenziale dell’intelligenza artificiale senza incorrere in rischi e mantenendo piena sovranità sui propri dati strategici. 

Di Alessandro Riccò, Redazione CEOforLIFE Magazine

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