In un’epoca segnata da crescente incertezza, dove crisi climatiche, tensioni geopolitiche e trasformazioni economiche si intrecciano in scenari sempre più complessi, il tema della gestione del rischio diventa centrale per la competitività del sistema Paese. Giuseppe Faragò, Vice Presidente Esecutivo e Chief Commercial Officer di Aon, ha tracciato, sulle pagine del Giornale d’Italia, una visione chiara del contributo che il mondo dell’advisory può offrire al Paese.
Secondo Faragò, Aon si propone come partner strategico per la resilienza e la solidità delle aziende, andando a lavorare su tre livelli: imprese, persone e sistema Paese. Per le società, soprattutto piccole e medie imprese che caratterizzano il tessuto produttivo italiano, questo significa mappare e gestire rischi tradizionali ed emergenti, dal cyber alle interruzioni della supply chain, dai cambiamenti climatici alle nuove vulnerabilità geopolitiche. L’obiettivo è proteggere investimenti e occupazione, rendendo sostenibile la crescita attraverso programmi assicurativi e di risk management mirati.
Sul fronte delle persone, la società sviluppa soluzioni di welfare aziendale, piani sanitari e previdenziali che migliorano il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, promuovendo ambienti più inclusivi e una cultura della prevenzione capace di ridurre i costi sociali nel lungo periodo. Ma è sul piano sistemico che la sfida diventa più ambiziosa, perché ormai non più possibile ragionare per compartimenti stagni: eventi climatici estremi, inflazione, transizione energetica e invecchiamento demografico non sono fenomeni isolati, ma componenti di un unico scenario di rischio interconnesso che impatta direttamente infrastrutture, filiere produttive e welfare pubblico.
Per affrontare questa complessità crescente, l’azienda investe massicciamente in innovazione tecnologica, sviluppando piattaforme che integrano big data, modelli predittivi e intelligenza artificiale per offrire simulazioni sempre più sofisticate a supporto delle decisioni strategiche su investimenti, localizzazioni produttive e continuità operativa.
Il messaggio è chiaro: il rischio non rappresenta solo una minaccia, ma anche un’opportunità. Se ben gestita, questa fase può rafforzare la competitività dell’Italia, a patto di investire in resilienza, innovazione e protezione con strumenti concreti, dati solidi e una visione di lungo periodo.



