Acqua Pubblica Sabina (APS) ha definito un programma operativo di interventi strategici per rafforzare il sistema idrico del territorio, puntando su innovazione tecnologica, sicurezza dell’approvvigionamento, resilienza delle infrastrutture e sostenibilità energetica. Il piano si sviluppa lungo tre direttrici principali: il completamento degli interventi finanziati dal PNRR, la realizzazione del nuovo piano quadriennale degli investimenti 2026-2029 e la presentazione di nuovi progetti infrastrutturali al PNIISSI, il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico.
La prima fase riguarda proprio gli interventi sostenuti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno consentito ad APS di avviare un importante processo di modernizzazione del servizio idrico. Tra le principali realizzazioni figurano, l’estensione completa della rete LORAwan per la trasmissione dei dati, l’attivazione di una Control Room per il monitoraggio centralizzato degli impianti, la costruzione di nuovi depuratori, l’installazione diffusa di contatori digitali smart meter, la digitalizzazione delle reti e l’introduzione di sistemi di telecontrollo.
Il secondo pilastro riguarda il programma operativo del quadriennio 2026-2029, che prevede investimenti per circa 190 milioni di euro destinati al potenziamento delle reti idriche, alla depurazione. Tra gli interventi più rilevanti spicca il progetto di revamping del depuratore di Camposaino, nel comune di Rieti, il principale impianto gestito da APS. L’investimento, superiore ai 25 milioni di euro, mira a trasformarlo in una struttura di riferimento nel settore della depurazione.

Parallelamente, APS guarda al futuro con una serie di progetti candidati al PNIISSI, lo strumento nazionale destinato a finanziare infrastrutture strategiche per l’approvvigionamento idrico, l’incremento della resilienza del sistema e per contrastare gli effetti della siccità.
A inizio 2025 APS ha presentato un pacchetto di cinque progetti per la messa in sicurezza del sistema idrico, per un valore complessivo di circa 363 milioni di euro. L’intervento principale, pari a oltre 286 milioni di euro, riguarda l’interconnessione degli schemi idrici della Media e Bassa Sabina e della Tuscia con l’acquedotto del Peschiera nel comune di Salisano, con un forte impatto anche su territori limitrofi. Altri progetti riguardano il rafforzamento dell’approvvigionamento idrico della città di Rieti, il potenziamento del sistema acquedottistico della Piana di Rieti, il miglioramento dell’alimentazione idrica dei comuni del Cicolano e interventi dedicati ai comuni del cratere del sisma del 2016.
A completare il piano c’è anche una strategia energetica orientata all’autonomia e alla riduzione dei consumi attraverso la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui parchi fotovoltaici presso il depuratore di Camposaino e infrastrutture energetiche a servizio dei pozzi di Torano e Vazia. L’obiettivo è raggiungere l’autosufficienza energetica degli impianti, ridurre i costi operativi e contribuire alla transizione energetica del servizio idrico integrato.



